“Pink it’s my new obsession” recitava la strofa introduttiva di una canzone degli Aerosmith: la prenderemo in prestito per aprire questa nuova recensione del “Senza Nome” Pink (o rosa, per i meno anglofoni).

Rosa è il colore della confezione che, esattamente come per tutti gli altri trinciati “Senza Nome” firmati Mac Baren, si presenta minimal, ma non anonima. Il #NoName Pink è il fratello minore dei tabacchi della famiglia MacBaren, rivolto ad un pubblico prettamente femminile, sia nella scelta del packaging che nella miscela di tabacchi leggeri e fragranti.

La busta, caratterizzata dal doppio rivestimento in plastica, permette di conservare la leggera umidità del tabacco, di taglio fine. A pacchetto chiuso, non si percepisce l’aroma, ma appena aperto si viene circondati dal profumo dolciastro del tabacco, un aroma caldo e ammaliante, che richiama alla mente i profumi del vicino oriente.

Ne basta una minima quantità sulla cartina per ottenere una sigaretta compatta e ben formata, non si sbriciola, anzi, sarà necessario estrarne una piccola quantità dividendolo con le dita. Il sapore al palato è delicato, non gratta la gola e permette di percepire tutta la dolcezza e la freschezza del Burley, con un piccolo spigoloso tratto di Virginia.

Un tempo di difficile reperimento, ora che la diffusione è aumentata, lo si riesce a trovare con facilità tra i tabacchi mainstream. Attenzione però: non è un tabacco “solo da donne”. Adatto a tutte le ore del giorno, non è invasivo e permette di ritagliarsi sempre un buon momento di piacere.

Insomma, “Pink it was love at first sight” se amate i tabacchi delicati con un tocco di corpo in più. Promosso.

Team RT