Ciao affezionatissimi, mi sono fatto aspettare fin troppo ed oltre a sperare di riconquistare i vostri cuori, spero dal più profondo del mio, che sia valsa la pena di vivere questa estenuante attesa, lunga come le code sulla Salerno-Reggio Calabria.

Mi sono dovuto necessariamente prendere del tempo, per recensire al meglio questo trinciato, per rendergli giustizia ho fatto una preparazione atletica che neanche Rocky nel quarto episodio dell’omonima saga.

Partiamo, e sono già in affanno come un maratoneta che, alla sua prima uscita stagionale ufficiale, non riesce a trovare il suo ritmo, da dove partire? Il Gauloises Mélange ha una fama talmente alta e diffusa in tutto il mondo che è veramente un’impresa titanica, mi sono reso conto che non ho ancora detto nulla per cui, rotti ….. gli indugi partiamo.

Quando mi hanno portato le buste ho avuto un sussulto e non sto mentendo, hanno il fascino della reliquia, poterle anche solo vedere non è da tutti, toccarle ed annusarle ha qualcosa di vagamente afrodisiaco per l’ovvia rara reperibilità, insomma nonostante fossero in mezzo ad altre prelibatezze come il Lucky Strike FireLeaf,  il Van Nelle Zware, o il secondo grande atteso, il Red Bull Zware, mi hanno subito conquistato, una forte attrazione mi spingeva ad aprirle come in preda al canto delle sirene, ma ho resistito stoicamente e ne è valsa decisamente la pena.

Apri la busta e scopri il paradiso, non c’è niente che tu riesca a percepire in maniera normale, e già dal primo tiro, nonostante io sostenga solitamente il contrario, questo  tabacco riesce immediatamente  a convincerti che non riceverai mai una delusione da nessuno dei gr.40 della busta.

Passetto indietro, il colore del trinciato è bruno, scuro, non esattamente uniforme, oltre a qualche rarissimo filamento più chiaro sono presenti molte rondelle e qualche rametto ma il taglio è finissimo, un piacere da guardare, toccare, sfilacciare, rollare e fumare, l’unico dispiacere è dover spegnere la sigaretta.

Il trinciato ha un odore pungente, con una nota spiccata di stallatico molto forte e persistente, non mi riesce difficile pensare che per molti risulterebbe sgradevole,  soprattutto a crudo, questi aromi decisi si ripropongono amplificati durante la fumata sul palato con la differenza che il tutto viene coperto da quel tocco di affumicato e di ferroso, quest’ultimo mai invadente e che anzi fa da condimento, aggiungendo particolarità al resto degli aromi, invece il fumo che esce dalla brace e che soffi dopo ogni tiro risulta invece molto gradevole.

Come dice la stessa descrizione all’interno della busta, questo tabacco è un “Mélange” studiato apposta per regalare al fumatore la migliore fumata possibile, senza particolari sbilanciamenti, ma proponendo un equilibrio di forza, corpo e sapore veramente unici ed irripetibili un po’ come lo era stato per il Turkish Export di Peter Stokkebye, ma molto, molto diversi.

C’è da dire che questo Gauloises è un tabacco che vuole essere domato, e non è impossibile riuscirci, una volta fatto però sarà tuo amico per il resto dei tuoi giorni da fumatore, bisogna imparare a conoscerlo, poco a poco, non ti annoia mai, ma il gusto particolare soprattutto nelle prime fumate, risulta un po’ troppo amaro se insisti, quindi è bene avvicinarsi per gradi, una volta stabilito un contatto sincero, non puoi fare altro che desiderarlo, fumarlo con soddisfazione ad ogni ora del giorno senza che ti disturbi.

Ovviamente si esprime al massimo se fumato senza filtro con una rollata magistrale a 8 mm, io prediligo una rollata piena, a maggior ragione con questo trinciato, che comunque non sfigura con nessuna combinazione di cartina o filtro, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Per preferenze personali comunque, la cartina di tipo A che consiglierei è una cartina non troppo spessa, perché propone una fumata più equilibrata, in linea con l’anima di questa squisitezza fumereccia, mentre vi sconsiglio una cartina B a combustione iper-lenta o troppo sottile perché alla lunga la fumata diventa amara e nonostante non sia infumabile è un vero peccato rovinare una fumata così buona.

Qualcuno ha avanzato dei paragoni abbastanza arditi con il Turner Zware, definendo quest’ultimo il fratello minore, la mia personalissima opinione è che se si prendono in considerazione questi due tabacchi nel complesso, il fratello maggiore risulta sicuramente il Francese che sa di essere più completo e più figo e se ne vanta, mentre se si guardano forza (maggiore) e sapore (più spiccato ma più invadente) il fratello maggiore diventa il Turner, che di contro rimane decisamente meno fumabile e più impegnativo.

Piccola nota a margine, c’è una sola cosa da evitare con questo tabacco, non bisogna assolutamente lasciarlo asciugare troppo, peggio che mai lasciare che si secchi, perde tutte le sue doti, tra le buste che ho fumato ce n’è stata una decisamente meno fresca e la differenza con una fresca è come quella del giorno con la notte, a partire dal colore che risulta “sbiadito” passando dai profumi che risultano meno marcati e ovviamente dal sapore della fumata, che si trasforma completamente e ti lascia in bocca un retrogusto veramente pessimo, in più il tabacco in queste condizioni tende a polverizzarsi molto in fretta.

Adesso la parte più difficile, siccome siete dei pignoli mi tocca dare un voto cosa mai facile, ma per l’omogeneità (chissà se esiste questa parola) delle fumate in tutte le combinazioni, e per la costante bontà, e per tutte le qualità di questo trinciato (e sono tante bisogna provare per credere) mi tocca di sparare veramente in alto, tirando un 9 pompato  per via della fama, del pregio e del blasone di cui gode (senza tradire le aspettative) ma comunque, un voto dovuto per un trinciato immancabile nella top 3 dell’hand-rolling.

Johnny Hooker