Il vaporizzatore rappresenta il classico esempio di articolo che non ti dice nulla finchè non lo provi, ma una volta provato… ti chiedi perchè non l’hai scoperto prima e come abbiate potuto rimanere distanti ( e pur cosi vicini ) per tutto questo tempo….

Sebbene sia in commercio da molto tempo, è salito alle cronache nel bel paese solo negli ultimi mesi, grazie all’arrivo di molti modelli utilizzabili anche con erbe ( leggi tabacco o qualsiasi altra erba “vaporizzabile”).

Ma andiamo con ordine e diamo nell’ordine ( scusate il gioco di parole):
1) Definizione tecnica di vaporizzatore: “Aggeggio atto a vaporizzare una determinata sostanza”
2) Materiale vaporizzabile: “In relazione al modello: erbe, olii, concentrati”

tutto chiaro?

In altri termini il vaporizzatore scalda la specifica sostanza, liberandone i principi attivi, senza che si crei combustione e di conseguenza senza lo sprigionarsi delle note sostanze cancerogene, inoltre, non essendoci combustione, gli odori emanati sono praticamente nulli.

I vaporizzatori si dividono principalmente in due tipologie: portatili e da tavolo. I primi sono estremamente comodi da trasportare, si accendono velocemente ed hanno le più disparate forme ( dalla penna tipo sigaretta elettronica alla scheda telefonica etc etc); quelli da tavolo sono ovviamente più ingombranti ma consentono svariati modi di inalazione ( palloncino, boccaglio, etc ) e possono essere utilizzati “in compagnia”.

Altra caratteristica che distingue le diverse tipologie di vaporizzatori è il modo di riscaldare il materiale: conduzione o convezione.
La conduzione prevede il trasferimento diretto del calore mediante contatto, si raggiunge la temperatura desiderata più velocemente ma, allo stesso tempo,
sono più difficili da controllare e quindi è più facile che si verifichi la combustione.

Mediante convezione al contrario, il materiale viene riscaldato in modo più uniforme, non si genera combustione e si riesce a controllare più facilmente la temperatura.

Per tutti questi motivi i modelli a convezione sono generalmente più costosi.

Quando si vaporizza è fondamentale riuscire a controllare la temperatura poichè materiali diversi hanno diverse temperature di vaporizzazione ( ad esempio un tabacco secco vaporizza ad una temperatura diversa rispetto ad un tabacco umido). In commercio esistono modelli con temperatura regolabile al grado, oppure con range di intervalli pre-impostati.

 

Come forse avrete intuito, in commercio esistono una varietà infinita di vaporizzatori, con caratteristiche e funzionalità delle più disparate e, con un range di prezzi,  che va dalle poche decine di euro ai 4-500 euro. A breve pubblicheremo un paio di recensioni su alcuni modelli di vaporizzatori gentilmente arrivati alla nostra redazione, per il momento lasciamo a voi ed alle vostre esperienze sul campo la parola….