Nella vita siamo spesso abituati a dare per scontato molte cose.

Ad esempio, per noi rollatori, la domanda che potremmo spesso farci è: da dove arriva il tabacco che stiamo fumando? Come viene realizzato?

Con queste righe vogliamo dunque prenderci un momento per rispondere a queste domande.

Certo, può darsi che per alcuni di voi sia un argomento scontato o già sentito, ma siamo sicuri che per tanti altri possa essere un’occasione interessante di accrescimento culturale.

Il tabacco è un prodotto agricolo che può essere usato come parte di insetticidi o di farmaci specifici, o come prodotto da fumo.

Questa pianta ha origine nelle terre dell’America Centrale e Meridionale ed ha visto il suo sviluppo durante la colonizzazione europea. Il primo tabacco coltivato in grandi quantità anche per il mercato europeo fu il Virginia.

La coltivazione del tabacco prevede diverse fasi:

  • La semina: in un primo momento i semi del tabacco vengono sparsi al suolo e non interrati; ciò accade perché la loro germinazione avviene grazie alla luce solare. I terreni dedicati alla semina sono chiamati semenzai e sono fertilizzati con tecniche specifiche per favorire al massimo la germinazione.
  • Il trapianto: dopo che le piante ottenute dai semi sparsi hanno raggiunto una certa altezza (15-20 cm), vengono trapiantate nei campi per la crescita vera e propria. Un tempo questa operazione veniva eseguita a mano pianta per pianta, ora il tutto viene fatto con numerose macchine che svolgono questo lavoro automaticamente.
  • La raccolta: è la fase successiva del processo. Essa viene effettuata in due modi: foglia per foglia, nel caso dei tabacchi Virginia e Oriental, o tagliando tutta la pianta nel caso del Burley. Le foglie o le piante raccolte vengono legate e impacchettate, pronte per essere portate nei ranchos.
  • Trattamento ed essicazione: i mazzi di foglie giunti nei ranchos, grandi capannoni, sono pronti per l’essiccazione. Essa gioca un ruolo fondamentale per la qualità finale della foglia. Vi sono diversi modi per far essiccare il tabacco, a seconda delle sue varietà: modalità “air-cured” per il Virginia e il Burley, “fire-cured” per il Kentucky e “sun-cured” per l’Oriental.
  • Valutazione del prodotto: una volta essiccate le foglie, il coltivatore le divide in base a qualità e posizione sullo stelo. Le foglie vengono poi imballate e spedite ai produttori.
  • Realizzazione: le foglie spedite sono pronte alla manipolazione, alla trinciatura secondo diversi tagli, e alla realizzazione di sigarette, trinciati e sigari.

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Teniamo a precisare che i processi attuati nei vari momenti che vi abbiamo raccontato possono variare a seconda del tipo di tabacco e della qualità che da esso si vuole ottenere.

Speriamo dunque da una parte, di aver soddisfatto la vostra curiosità, dall’altra di avervi incuriosito su un mondo, quello della coltivazione del tabacco, che per essere raccontato in tutte le sue affascinanti sfumature e tecniche dettagliate avrebbe bisogno di un intero blog dedicato e non solo di un semplice articolo.

 

E voi vi siete mai interrogati su questo argomento?

Sapete delle altre cose che non vi abbiamo detto? 🙂

 

Ditecelo nei commenti!

 

Team RT