Il fumo fa male, è assodato, e per questo forse state pensando di smettere o l’avete già fatto. Ma perché rinunciare all’aroma confortante di un sigaro, al ricordo delle sale frequentate da combriccole di tabagisti, al sentore di pipa e a tante altre memorie legate all’odore di tabacco?

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Presumendo che qualcuno di voi abbia letto l’articolo prima di essere arrivati a questo punto munito di mantice per attizzare il fuoco sotto la caldaia in sala macchine, vedrò di mettere in moto il meccanismo a vapore delle mie quasi sempre improponibili considerazioni.

Francamente non riesco a spiegare il motivo per il quale una persona di qual si voglia sesso, etnia, religione o estrazione sociale, voglia profumare (o da un differente punto di vista, puzzare) di sigaretta o sigaro, proprio perché spesso neanche i fumatori gradiscono questo aspetto “collaterale” del fumo.

E qui si potrebbe iniziare a pensare al “mondo dei matti” dove “tutto è al rovescio” e “nessuno sa più dove andare a parare o come farsi fregare”, e dico si potrebbe perché, quanti di voi hanno assistito al fenomeno degli sniffatori?

Non stiamo parlando di persone con il problema della tossicodipendenza, ma di persone comuni che hanno un rapporto particolarissimo con il loro olfatto.

Io sono uno sniffatore, non riesco a mangiare per esempio una cosa che secondo le mie narici “puzza”, per esempio i formaggi (pausa conato) a meno che non siano fusi o il sedano (pausa doppio conato) che non sono mai riuscito a tollerare.

Ma ci sono persone con le quali tutti noi abbiamo a che fare ogni giorno, che hanno delle particolari manie odorose, ci sono persone pronte a tirare giù il finestrino dell’auto per inebriarsi del profumo etilico della benzina, o altri che premono il tastino rosso del vostro accendino puntato sotto al naso per fare il pieno di gas.

Questi sono dei casi estremi, forse addirittura fuori da ogni umana comprensione, ma molti non-fumatori trovano gradevole l’odore del tabacco crudo, di un buon sigaro o di un trinciato particolare, quindi forse non siamo così fuori dal mondo.

Profumeria artistica la chiamano, a me sembra tanto una trovata pubblicitaria: tendo ad associare certi “profumi” ad ambienti generalmente poco raccomandabili, dove tra le nuvole di fumo non riesco proprio a vedere una persona tutta bio ed esercizio fisico.

Le essenze che trasformano una persona comune in un uomo tutto-di-un-pezzo non credo esistano, o comunque io non credo nella loro magia, e un uomo non ce lo vedo ad utilizzare un dopobarba che sappia di foglie di tabacco stagionate.

Profumi per trasformarsi nella brutta copia di un uomo che regge il whisky, profumi di apparenze tradite, però chissà, siamo talmente abituati alle tendenze più incredibili che presto non sentiremo altro in giro, e quelli che questi aromi li ottengono in modo naturale saranno esclusi dall’ennesima moda per paradosso di concetto, un mondo diviso tra quelli che “puzzano di whisky e sigaro e hanno i peli sul petto” ma soprattutto sullo stomaco e nessuno li ha mai tenuti in considerazione e quelli che “profumano di rum e cubano e sono lisci come il sedere di un bambino” e si portano via le ragazze.

No, niente di tutto questo. sono solo profumi, ma a quelli artistici, io preferisco di gran lunga gli originali.

 

Grazie ad Ao59 che mi ha sottoposto questo articolo, fiducioso che ne avrei tirato fuori qualcosa di buono, quindi a lui vanno gli applausi e lasciate a me i fischi.

 

Jhonny