Per poter spiegare questa recensione partiamo da un dato di fatto: l’Italia è in crisi dall’ormai lontano 2008 e i segni di una ripresa economica sono ancora flebili, ahimè. Questo scenario economico ha fatto si che il consumo nervoso di sigarette si sia trasformato in un maggiore e più consapevole fumare di tabacchi trinciati: dal punto di vista economico il 2014, purtroppo, non ha portato buone novità, confermando una stagnazione economica piuttosto marcata e l’italiano medio che cerca di ridurre al massimo le spese “non necessarie”. In questo scenario si sono inserite parecchie multinazionali del tabacco che hanno sfornato, una dietro l’altra, buste di trinciato espanso e tabacco da pipa usati per riempire tubetti di sigarette o per rollarle. Questa volta ci provano i due neo-nati Buena Vista che entrano nel nuovo mercato del tabacco volume, portando alla luce qualche curiosità in più. Recuperare queste due confezioni di Buena Vista non è stato semplice, visto che è appena uscito in Italia ed è disponibile ancora in poche rivendite: fortuna vuole che c’è ancora qualche negoziante che ci tiene a differenziare ed ampliare la sua offerta, attirando gli estimatori del “fumare più consapevole”. buena-vista-chiuso Dal punto di vista estetico la busta del tabacco da pipa crediamo sia un filino troppo minimal, con uno sfondo grigio che sicuramente non spicca per fantasia e originalità. La busta del Buena Vista Volume tobacco è più gradevole alla vista, anche se la ripetizione della scritta “fino a 20 sigarette” nella facciata farà storcere il naso ai puritani della grafica. La prima busta che abbiamo provato per voi è stata la Buena Vista American Blend, in vendita al prezzo di 2,60 per 20gr, un tabacco Virginia e Burley che è stato tagliato a circa 2mm: un paio di ricerche in internet ci hanno fatto scoprire che i tabacchi utilizzati provengono da coltivazioni Brasiliane e Francesi, ma anche dal Kenya, Indonesia e America. Questo trinciato, venduto per pipa può essere sminuzzato con un grinder per avere una miscela più omogenea e più facile da rollare. buena-vista-aperto La fumata decisa e speziata si riconosce per il sapore  pungente, sicuramente per palati forti, che lo caratterizza: non lo consigliamo per una fumata appena sveglio, quanto piuttosto ad una bella fumata post cena. Il nostro consiglio è di abbinarlo, per permettere una fumata piena ma dalla boccata che non gratti la gola, a delle Rizla rosse o verdi (e le varie gemelle Smoking rosse, Gizeh verdi… insomma una cartina bianca ma resistente e sottile), anche se questo tabacco brucia abbastanza in fretta. Un discorso a parte va fatto per il Tabacco Volume, ottenuto mediante un processo di solidificazione in ghiaccio secco e la rapida espansione con una corrente calda, permette una rapida espansione del tabacco fino al +30%.  Usato principalmente per riempire i tubetti di sigarette, questo tabacco, grazie al suo taglio di circa mezzo millimetro permette di realizzare più sigarette rispetto ad altri tabacchi. Il tabacco utilizzato per questo processo viene da piantagioni  nobili come Brasile e Francia, mescolate con altre coltivazioni dal Malawi, Zambia e India. L’effetto nel fumare questo tipo di tabacco è molto caratteristico: sicuramente differente dal fratello “American Blend”, il fumo sprigionato è molto più corposo rispetto al classico trinciato, anche se sicuramente meno persistente nell’ambiente. Ideale per provare a risparmiare qualche soldino, questo Buena Vista si colloca in una fascia di prezzo allettante (1,90€ per un pacchetto da 10gr, che promette di riempire 20 sigarette: usando le cartine in realtà se ne producono almeno 3/4 di più) Può incentivare il fatto che si possono produrre più sigarette, con un tabacco appena nato e da poco uscito nel mercato: come al solito, lasciamo a voi il vero giudizio :) RT

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Dato che ne ho l’occasione, eccezionalmente leggerete  la descrizione  di un “bundle”  o “box” contenente N 5 buste da g. 50 ca. contenenti il “finest virginia hand rolling tobacco” amber leaf del Sig. Richard Lloyd e figli, prodotto della JT INTERNATIONAL made in the EU.

Il box in cartone riprende l’esatto design delle buste al suo interno con il grosso logo ben in vista, con la differenza che sulle facce, superiore ed inferiore, non sono presenti ingombranti alert , che prendono invece posto sui due lati lunghi del parallelepipedo, ricalcando in questo caso il fronte della busta ancora sigillata, e qui invece la loro presenza  risulta per la grafica, oltraggiosamente invasiva .

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27 agosto 2014

Mac Baren Pure White

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Visto che ormai un po’ tutti parlano, nel bene o nel male, del cosiddetto “tabacco per  veri intenditori del RYO” di casa Mac Baren, per non farci mancare nulla, abbiamo deciso di scrivere questa recensione in modo da valutare se questa nuova busta riesce a tenere testa ai predecessori del “tabacco senza nome”.

Partiamo dalla confezione, che è quella classica dei tabacchi naturali. Semplice e minimale, graficamente accattivante anche se un po’ scontata e catalogabile come “già vista o nulla di nuovo”. Si nota cioè (discorso che in generale andrebbe fatto su tutte le buste di tabacchi che ultimamente stanno arrivando sul mercato) una sorta di standardizzazione dei packaging e anche la simpatica finestrella trasparente che si ammirava nella prima versione del Mac Baren è sparito, a favore di una semplice grafica stampata direttamente sulla busta (potrebbe essere interessante capire se tale scelta è legate a mere logiche di marketing o ci sia qualche discorso tecnico magari legato alla conservazione del prodotto).

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sorriso

Ciao a tutti gli utenti di RollingTobacco,

non ci conosciamo ancora molto, ma avremo sicuramente modo di farlo: siamo un gruppo di appassionati  e  siamo sempre stati affascinati da questo mondo fatto di tabacchi da assaporare e da combinare con cartine e accessori per rendere il momento della fumata un piacere da condividere e discutere.

Ci siamo talmente appassionati a RollingTobacco che la passione, l’amore, la competenza e l’imparzialità delle discussioni iniziate da Christian in queste pagine ci ha fatti incontrare ed avvicinare, fino a dar vita al’ idea di far parte attiva di questo esaltante progetto.

In questi giorni iniziamo quindi la nostra nuova avventura su RT, ovviamente con un po’ di timore visto la qualità delle persone che fino ad ora lo hanno reso vivo, ma nello stesso tempo con eccitazione e motivazione per le nuove idee che abbiamo in mente e che non mancheremo di svelarvi nel tempo…

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Welcome_To_The_Future

Ciao a tutti,

come i più fedeli di voi ben sapranno, RT nacque nel gennaio del 2010, quasi per scherzo, con una mia recensione dell’allora appena uscito tabacco Origenes, a cui hanno fatto seguito le varie gallery che tutti conoscete ed amate.

In questi 4 anni e mezzo RT si è imposto come il sito di riferimento in Italia per gli appassionati di tabacco e gli hand rollers più esigenti: vari utenti e poi collaboratori si sono succeduti, qui sul sito e di la nel forum a darmi una mano nella gestione di un progetto che è cresciuto anno dopo anno.

Ed è cresciuto perché è sempre stato mosso dalla passione: ho sempre difeso l’imparzialità di RT, mai al soldo di nessuno, cercando di scrivere recensioni che pur essendo personali sono sempre state sincere, nel bene e nel male.

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9 luglio 2014

Javaanse Jongens Classic

Jaavanse_Jongens_Classic

Salve, mi concedo una breve premessa prima di iniziare a cantare le lodi di questo trinciato, ci tengo a dire che, sono rimasto veramente impressionato, mai avrei pensato di fumare qualcosa di così pregiato dopo le due buste qualitativamente eccezionali di Peter Stokkebye Turkish Export ed Amsterdam Shag . Mi trovo a questo punto della mia infausta carriera di recensore o pseudo tale, a dover tirar fuori qualcosa di verosimile o per lo meno plausibile dopo il fiasco della mia ultima insensata fatica, e francamente non so se riuscirò ad uscire da queste sabbie mobili, ma se devo annegare tanto vale farlo provando a salvarmi, il punto è..come faccio a farlo in maniera canonica e meno hookeresca? Non ci sono abituato. Dunque vediamo, innanzitutto il tabacco in analisi è prodotto in Olanda  e fa parte della premiata scuderia BAT (distributore), e uso questo gergo equino perché effettivamente stiamo parlando di un vero purosangue. Il trinciato è un fine cut American blend , sulla busta, si leggono dei valori molto simili a quelli della versione Halfzware, valori che l’allenatore della Juventus, Antonio Conte non potrebbe che definire..importanti, lui anche i cereali nel latte definisce importanti, se croccanti specialmente. Il trinciato all’interno di una busta graficamente non accattivante come molte altre, ma con una sua attrattiva data da colori sgargianti e soprattutto un’ottima fattura, si presenta con una mattonella da un ottimo aspetto, compatta, fresca, molto pulita e morbidissima, di un colore ambra/miele che è un piacere per prima per gli occhi, poi per i polpastrelli e subito dopo per il naso..beh dipende se voi aprite la busta ad occhi chiusi e ci ficcate il naso dentro allora l’ordine dei sensi coinvolti cambia..si  si ho parlato di sensi perché questo è un tabacco che sa come stimolarli e li tocca tutti nel punto giusto, ti conquista al primo sguardo, di nuovo alla prima sfilacciatura e rollata e ancora alla prima ed insiste fino all’ultima sigaretta. La caratteristica migliore di questo trinciato è la sua apparente capacità di autoconservazione, ha un forte istinto di sopravvivenza che gli impedisce di perdere umidità e soprattutto di sbriciolarsi e dire che la busta l’ho maltrattata abbastanza e non ha fatto una piega. Ah, ancora non vi  ho detto la cosa più interessante..questo tabacco, e come avrete intuito anche tutti quelli dello stesso brand, è al 100 % privo di aromatizzanti, obietterete: “ questo lo dice la casa” Può starci, ma io le credo, e le faccio pure i miei più vivi complimenti perché hanno  regalato ai fumatori  un blend molto saporito e bilanciato, corposo e avvolgente,  e veramente piacevole da fumare, un mix di tabacchi  virginia burley e orientali al quale mi sono dovuto abituare poco a poco  ma che mi ha saziato  senza  MAI stufarmi e che ha un sapore con una sua identità ben precisa di american blend non banale e privo di piattume..e meraviglia delle meraviglie al risveglio nessuna fastidiosa sensazione di muchi in gola, nessuna pesantezza e soprattutto niente amaro in bocca e non appesta l’alito come se aveste masticato dieci mozziconi tutta la notte. In sintesi, l’ho trovato gradevole con ogni combinazione di filtro e cartina, regala il meglio di se senza filtro ma, a me personalmente il picco di sapore non è piaciuto particolarmente esclusivamente perché è lontano dai miei gusti di routine, non vado molto d’accordo con gli orientali ultimamente, e un unico difettuccio che ho riscontrato è che a lungo andare, mi ha dava un po’ noia in gola nei giorni in cui ho fumato di più ma questi aspetti  non influenzano il mio giudizio finale che rimane comunque superpositivo anche perché utilizzando il filtro per smorzare qui e limare là ho trovato il mio gusto ottimale con cartina ad alta densità e filtro oversize. Per concludere, questo trinciato è veramente, anzi “naturalmente” ottimo, un blend per niente banale nella sua squisita e particolare “(a)normalità” , fa il funambolo sul limite dell’eccezionale, qualitativamente impeccabile e godibile a tutte le ore del giorno da fumatori pretenziosi e meno, con una piccola dose di attenzione al mattino, il mio voto finale questa volta non è difficile, lo Jaavanse Jongens Classic , per la qualità del taglio, per e caratteristiche “sublimi” della mattonella, ma soprattutto perché è ottimo senza “inutili” aiuti chimici, merita un 9 pieno e glielo do molto volentieri sperando nel beneplacito di sten. Che vi sembrava che mi congedassi così? Una curiosità non la volete leggere?? Il formato “atipico” della busta, è di soli 38 gr e il prezzo è lievemente più alto dei parenti. Direi che è tutto e meglio di così non ho saputo fare. Johnny Hooker

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13 marzo 2014

Pueblo Blu

pueblo_blu_busta

Come diciamo sempre noi affezionati del trinciato, il mercato avrebbe bisogno di uno Zware e di un paio di Halfzware di qualità… e invece continuano ad arrivare Virginia additive free, che sgomitano per conquistarsi una fetta di mercato.

Non mi stupisce quindi che la Poschl cerchi di espandere il suo predominio con un nuovo prodotto che a mio parere migliora sensibilmente la famiglia. Sono infatti rimasto sinceramente colpito dal nuovo arrivato che non si mostra più piatto e anonimo come il fratello maggiore ma anzi più morbido, pulito e anche profumato.

Il taglio è un fine cut, cioè fine, la mattonella di un biondo acceso infatti va sfilacciata ma essendo secco non è così compatta da lasciare grumi, anche se ci sono le tipiche imperfezioni di questo tipo di tabacchi. (more…)

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11 marzo 2014

Van Nelle Red

Van_Nelle_Red

Rieccomi con qualcosa di più succoso, oggi parleremo di Van Nelle, non dei due più conosciuti, bensì di quello che ricopre forse troppo spesso il ruolo di terzo incomodo, che viene definito fratellastro, che per cercare di migliorare la sua immagine agli occhi dei rollers di tutto il mondo è stato all’anagrafe internazionale e s’è fatto cambiare il nome da “export” in ..niente, per cui lo definiremo con il colore e cioè “Rot” che suona come “Red” o “Rosso”.

I pareri su questo trinciato sono innanzitutto pochi e quanto mai discordanti, c’è chi paragonandolo  allo Zware lo ha accostato addirittura ad una defaillance sessuale, quel commento mi è rimasto molto impresso e ha scatenato la curiosità che è in me come i sofficini fanno col sorriso.

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19 febbraio 2014

Recensione Filtri Zig-Zag

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Eccomi qui con la prima recensione dal suolo teutonico, sarebbe stato il caso di partire col botto? Probabilmente si ma capodanno è ormai passato e questa paginetta dovrebbe essere rapida ed indolore, un preambolo giusto per rimettermi un po’ in linea dato che è tanto tempo che non scrivo niente di utile alla comunità, insomma sto passando il limone sulla griglia prima di metterci sopra la ciccia.

E’ mia intenzione parlarvi quanto più accuratamente possibile degli ultimi filtri extra-italici che ho adoperato, per chi non l’avesse letto sul forum, sto parlando degli Zig-Zag Regular, e farò una breve parentesi anche sugli Slim dello stesso brand.

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17 febbraio 2014

Mohawk

mohawk_busta

Ho avuto modo di provare nei giorni scorsi una busta di questo nuovo tabacco prodotto in Germania dalla Grand River Enterprises con tabacchi a coltivazione europea.

La scelta del packaging riprende e cavalca nella sua totalità i canoni già espressi da altri tabacchi naturali: a partire dal nome, Mohawk, e dall’icona dell’indiano nativo americano, finendo con la busta caratterizzata da elementi telati di tipo iuta, grezza, e appunto che ricordano al consumatore la natura.

In fumata riprende le classiche sensazioni dei Virginia senza additivi: ha un buon corpo ma non gratta molto in gola, ricorda un po’ in fumata il Manitou Gold e come quest’ultimo lascia un po’ inappagata la bocca a fine fumata, che risulta spesso secca.

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